Gasparri: "E' una aggressione alla democrazia"
Insulti e lanci di monetine davanti a Montecitorio
Il sit in davanti Montecitorio indetto nel primo pomeriggio dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, si è concluso con insulti e lanci di monetine. I manifestanti, che poco prima contestavano nella piazza davanti all'ingresso della Camera, hanno avanzato fino al portone principale di Montecitorio, impedendo l'ingresso ai parlamentari. Guarda "Qui Radio Londra", la puntata sulla riforma della giustizia - Leggi il testo di legge in discussione alla Camera - Leggi Il governo cambia strategia e cerca il blitz sulla giustizia - Leggi Il cittadino viene prima dei compromessi

Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri ha commentato: "Dopo l'assalto di dicembre al Senato, ora l'assalto alla Camera, promosso da una sinistra che ha fatto dell'intolleranza la propria vocazione. Che si dirà ora di questa autentica aggressione alla democrazia? Il Pd e Di Pietro hanno responsabilità gravissime".
Dopo una giornata di polemiche originate dall'inversione dell'ordine del giorno della Camera per anticipare la discussione sul processo breve chiesta dal Pdl e approvata dal presidente della Camera Fini, Giorgio Napolitano aveva rivolto un appello a "rimuovere tensioni anche istituzionali che finirebbero per alimentare nell'opinione pubblica e specialmente tra i giovani motivi di disorientamento e sfiducia che è indispensabile scongiurare, proprio sul delicatissimo terreno della giustizia”.
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La maggioranza sarebbe orientata a non porre la fiducia sul processo breve. E' quanto riferiscono fonti parlamentari del Pdl. Si pensa invece a sedute ad oltranza per arrivare ad una rapida approvazione del provvedimento, spiegano le stesse fonti.
L'aula della Camera ha bocciato le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni al provvedimento sul processo breve. I no sono stati 308, 292 i sì.
Andrà segnalato al Csm, non più al Procuratore generale presso la Cassazione, e al Ministro della Giustizia, il giudice lento che sfora i tempi previsti per il processo. La modifica è stata decisa nel Comitato dei nove della commissione Giustizia, su una proposta del relatore del provvedimento Maurizio Paniz (Pdl) prima dell'esame in aula. Cambia anche il titolo del ddl che diventa "Disposizioni in materia di spese di giustizia, danno erariale, prescrizione e durata del processo" e non c’è più il riferimento alla ragionevole durata del processo. Sulla segnalazione da parte del capo dell'ufficio giudiziario ai titolari dell'azione disciplinare, Pg e Guardasigilli, aveva protestato l'opposizione. Parere negativo è stato dato dal comitato dei nove alla proposta delle opposizioni di prevedere che venga pronunciata sentenza di proscioglimento a fronte della tenuta del reato.
In mattinata l'Aula della Camera aveva dato il via libera alla richiesta della maggioranza di invertire l'ordine del giorno per discutere subito il ddl sul processo breve, che contiene la norma sulla prescrizione breve per gli incensurati. I deputati dell'opposizione avevano abbandonato la riunione per protesta contro la decisione della maggioranza di "strozzare i tempi". Il capogruppo del Pd in Commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti: "Questo è un blitz inaccettabile e noi in Aula daremo battaglia". La Lega si è "associata" alla richiesta del Pdl di invertire l'ordine del giorno.
Il Guardasigilli Angelino Alfano, ha replicato alle accuse dell'opposizione: "E' un'indignazione programmata perché se non lo avessimo fatto ci sarebbe stata la legge comunitaria con la responsabilità civile dei magistrati e avrebbero protestato comunque".
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, aveva lanciato per oggi pomeriggio alle 18 un sit in davanti a Montecitorio: "Abbiamo capito stamattina a cosa serve il viaggio di Berlusconi a Lampedusa: serve a togliere i riflettori da qua, dove per salvare una sola persona si buttano a mare centinaia di processi". Al presidio saranno presenti, oltre a Bersani, il vicesegretario Enrico Letta, la presidente Rosy Bindi, e i capigruppo di Camera e Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro.